Aspetti emotivi e qualità della vita in pazienti operati di neurinoma del nervo acustico

imayue0011Aspetti emotivi e qualità della vita in pazienti operati di neurinoma del nervo acustico
E. Nichetti, A. Pelosi, E. Piccirillo, M. Sanna, O. Bettinardi, F. Rovetto

Riporto il link ad un articolo relativo ad uno studio che indaga l’impatto dell’intervento di rimozione del neurinoma dell’acustico sulla qualità di vita della persona.

I neurinomi del nervo acustico sono rari tumori benigni che originano nel condotto uditivo interno e si espandono nella fossa cranica posteriore comprimendo, nei casi più gravi, le strutture cerebrali circostanti. Pur essendo a volte possibile un atteggiamento di osservazione e monitoraggio dello sviluppo del neurinoma, nella maggior parte dei casi il trattamento d’elezione è chirurgico. I rischi e le complicanze intra e postoperatorie sono direttamente proporzionali alle dimensioni del tumore e possono comportare una forte diminuzione o completa perdita dell’udito, disturbi dell’equilibrio, acufeni, deficit della funzionalità facciale e neurologica. Essi possono essere temporanei o permanenti ed incidere in maniera importante sulla qualità di vita e sull’equilibrio psicologico della persona.

Lo studio citato ha voluto valutare se e in che misura l’intervento di rimozione del neurinoma abbia influenzato la qualità di vita delle persone che hanno partecipato al lavoro. I pazienti esaminati hanno mostrato livelli di ansia maggiori rispetto alla norma mentre non è stata rilevata una maggiore incidenza di disturbi depressivi.

Mi trovo estremamente d’accordo con le conclusioni degli autori circa la necessità di una valutazione psicologica preoperatoria della persona, soprattutto volta al monitoraggio delle sue abilità di far fronte alle difficoltà che potrebbe incontrare dopo l’intervento e delle sue possibilità di adattamento alla nuova situazione fisica. Nell’ottica di una presa in carico globale credo sia importante che venga esplicitata fin da subito al paziente la possibilità di un accompagnamento psicologico postoperatorio volto ad una migliore gestione del cambiamento di vita attraverso la ricerca e il riconoscimento di risorse personali e tramite l’acquisizione e lo sviluppo di strategie personali e sociali che gli consentano di mantenere una qualità di vita soddisfacente. Di particolare importanza in questo senso è l’adattamento alla situazione di sordità monolaterale, che, se non gestita, interferisce in maniera importante sulla qualità delle relazioni interpersonali e l’integrazione nello schema corporeo di eventuali deficit del nervo facciale che possono incidere sull’immagine che la persona ha di sé sia a livello estetico che sociale.

 

 

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